sabato 28 agosto 2010

Quando la cosa pubblica è gestita da nani...

«Quando tutto ciò che riguarda un popolo diventa temporaneamente debole e inefficace, si comincia a parlare di efficienza. Allo stesso modo, quando il corpo di un uomo è un rottame, egli comincia per la prima volta a parlare di salute. Gli organismi vitali non parlano dei loro processi, ma delle loro aspirazioni. Non può esservi miglior prova dell’efficienza fisica di un uomo del suo discorrere allegramente di un viaggio alla fine del mondo. E non può esservi miglior prova dell’efficienza pratica di una nazione del suo discorrere continuamente di un viaggio alla fine del mondo, un viaggio verso il Giorno del Giudizio e la Nuova Gerusalemme. Non può esservi sintomo più evidente di una vigorosa salute fisica della tendenza a inseguire nobili e folli ideali; è nella prima esuberanza dell’infanzia che vogliamo la luna. Nessun uomo valoroso vissuto in epoche valorose avrebbe compreso il significato dell’espressione "ambire all’efficienza." (...) Oggi i nostri affari vengono irrimediabilmente mandati all’aria da uomini forti e taciturni. E questo ripudio delle grandi parole e delle grandi visioni ha generato non solo una razza di piccoli uomini in politica ma anche una razza di piccoli uomini nelle arti». (Chesterton, Eretici, Ed. Lindau, pp. 11-12 i grassetti sono miei).

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