domenica 15 settembre 2019

Sabato 14 Settembre 2019 - Esaltazione della Croce

Rémi Brague è un filosofo cattolico francese molto interessante. Profondo conoscitore della filosofia medioevale araba, molto attento alla realtà del nostro tempo. Ha scritto saggi veramente stimolanti, in special modo sulla nostra Europa e la sua profonda crisi socio culturale. Nei suoi saggi ricorre spesso una domanda che rivolge a questa cultura occidentale post-cristiana, ovvero se essa, con la sua scienza, la sua tecnica ed il suo capitalismo liberista e libertario, sappia "dare la vita". La differenza tra un'autentica civiltà o una civiltà in auto-liquidazione è proprio quella di verificare se ha davanti a sé la capacità di durare di avere e creare il futuro in una parola di "dare la vita"! Scrive: «Come vivere lo sanno tutti, o possono saperlo. Ma perché vivere, perché scegliere la vita e, tanto per cominciare, perché dare la vita, sono interrogativi più complessi. E' a essi che cristianesimo fornisce una risposta» (R. Brague, Contro il cristianismo e l'umanismo, Cantagalli, 2015 pp. 333).
Oggi assistiamo nel nostro contesto occidentale ad un rifiuto pratico delle persone a "dare la vita", conseguenza di pianificato ed atteso rifiuto a "dare la vita"  da parte della cultura e dei potentati occidentali. E' passata lentamente, infatti, la c.d. rivoluzione sessuale sessantottina nel vissuto personale e collettivo, cosicché si sono operate drammatiche scissioni in campo sessuale ed affettivo: Sesso senza matrimonio, sesso senza procreazione, sesso senza amore (inteso come stabile legame affettivo).  E' diventata imperante e coerente con il sistema economico liberista e libertino l'ideologia del godimento (vedi l'omonimo ed interessantissimo libro di Fabrizio Fratus e Paolo Cioni) alla cui consacrazione, come status delle relazioni amorose, ha notevolmente contribuito il voluto dilagare della pornografia attraverso il web. 
In sostanza, come osserva Diego Fusaro nel suo libro "il nuovo ordine erotico", «C’è stato un tempo in cui il diktat del capitale conosceva dei limiti. Si arrestava ai cancelli della fabbrica: oltre, la vita scorreva in forme che non si lasciavano imbrigliare nell'orizzonte limitato della logica di produzione e dello scambio di merci. Quel tempo è ormai lontano. Oggi, alla società basata sull'economia di mercato si è sostituita una società di mercato e basta. Viviamo in un mondo "a capitalismo integrale e mercificazione sconfinata". Il che, è chiaro, coinvolge anche la sfera dell’affettività e dell’erotismo».

Proprio perché l'amore è stato ridotto dai media e dalla cultura dominante ad erotismo (passando dal "voglio che tu sia", alla mercificazione del "do ut des"), con il totale consenso della politica, che sponsorizza sempre più modelli antropologici "liquidi" come il gender, l'effetto pratico sulla gente comune di questa presunta "liberazione" della donna e del sesso in genere, è quello di incontrare una serie immane di difficoltà economiche se vuole mettere su famiglia e fare figli. Per non parlare dell'enorme pressione sociale che dileggia chi fa più di due figli (siete come i conigli!) e delle conseguenze discriminatorie anche nel mondo del lavoro. La realtà è che la finanza globale ed il capitalismo della società consumistica vogliono uomini a resistenza zero, come osserva Zygmunt Bauman nel libro "Consumo dunque sono", ovvero uomini totalmente funzionali alla produzione ed al consumo: senza legami familiari, sociali e territoriali. Ovvero uomini, come acutamente osserva Fusaro, non globalizzati, ma "glebalizzati", in una parola: servi, anch'essi usa e getta!

Questa pianificata e protervamente sponsorizzata  "incapacità a dare la vita" fatta passare come "liberazione" dai governi e potentati culturali e finanziari occidentali  (che hanno la faccia tosta di parlare di un nuovo umanesimo!)  la si può constatare anche da due fatti: 
A) l'incontrollato - ma in realtà voluto e favorito - flusso migratorio riconosciuto dall'elite radical chic come l'unica risposta possibile alla denatalità dell'occidente oltretutto con una non nascosta volontà di cancellare ogni "identità" - vista come fonte di violenza - in primis quella cristiana.
B) la crescita esponenziale del business "animalista". Ormai girando anche dalle mie parti sono più animali che bambini. Non è inusuale sentirsi dire "che sono meglio gli animali che gli uomini che ti deludono sempre mentre gli animali no!". Che gli animali "sono i migliori amici dell'uomo", ecc. Con l'effetto non secondario di "umanizzare" gli animali o se volete di parificare, di "animalizzare" gli umani. Non è raro vedere cani o gatti portati in braccio o in borsa, mangiare a tavola con i loro padroni, pardon, familiari, o dormire a letto con loro.
Scusate ma con questo non intendo offendere nessuno, ognuno si sceglie gli amici che vuole. Occorre però prendere coscienza che l'orientamento della sfera affettiva verso gli animali più che verso i propri simili esprime una riduzione, un'incapacità relazionale, una fragilità affettiva verso tutto ciò che è "altro da me", verso tutto ciò che mi impone di uscire da me stesso, di lasciarmi sorprendere ed arricchire dalla diversità dell'altro. E' paradossale: ci battiamo per gli immigrati, ci commuoviamo ed indigniamo per le loro tragiche storie, ma rimaniamo del tutto indifferenti ed assenti ai drammi che si consumano nella "porta accanto". Salvo poi stupirsi di fatti drammatici che a volte si verificano: "erano tanto tranquilli!", "Una famiglia normale ..."

La realtà è che siamo sempre più soli e senza vita, per questo la fatica di "dare la vita" ci è insopportabile! Dare la vita non è solo fare figli (che ne è certamente uno degli apici più belli e gratificanti), è un modo di essere nella realtà quotidiana del tutto inusuale, anzi direi "umanamente" impossibile! 
Dice Gesù: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle» (Mt. 5,38-42).

Può dare la vita agli altri solo chi ha la vita dentro di sé! 

Si trova a stento chi da la vita per un uomo dabbene, figurati se si trova uno che la darà per un assassino, per un malvagio, per un collega che si approfitta di te e di tutti, per una moglie od un marito che pensano solo a se stessi! E' il dramma di ciascuno di noi se ancora la tua coscienza ha occhi per vedere e non è stata addormentata con le "telenovele" o le "canta favole" della De Filippi, o dei vari "reality" che di reale hanno ben poco! E' di evidenza che il tuo cuore desidera l'amore: Amare ed essere amati è l'aspirazione di tutti, è la vita beata di cui parla Sant'Agostino quale meta del cuore di ogni uomo!  Eppure sperimentiamo costantemente frustrazione e delusione perché il nostro desiderio di amore si infrange con il nostro limite. Sappiamo amare giusto sino al punto in cui  ancora non si "deve dare la vita" per l'altro! In una parola non amiamo altro che noi stessi!
Dunque, mi dirai caro lettore, allora ha ragione chi sostiene che l'unica verità di una sana relazione è quella di trovare ad ogni costo il proprio godimento nell'orizzonte temporale puntiforme di una successione di "attimi" in cui consumare il piacere  succhiato dall'altro (vale anche nel caso bidirezionale del godimento). Senza un oltre temporale di senso, senza "durata", ma quale "morta ripetizione dell'uguale" alla "Don Giovanni" che non amava una donna ma la donna, quale astratta ed estetica categoria di genere.
Ed infatti la ricetta del mondo odierno per uscire da questo disperante non-senso è quella di trasformare la salvezza, riducendola, falsificandola, in un prodotto da consumare e da smaltire il più rapidamente possibile per rinnovarsi in un nuovo e più performante prodotto in cui rinnovare la nostra attesa di salvezza! I cellulari ed in genere i prodotti informatici sono molto eloquenti per il disvelamento di questa mistificante dinamica.

Ebbene c'è una via d'uscita! Non siamo condannati alla disperazione, a vivere senza speranza! Occorre guardare oltre il nostro ombelico! Guarda a Gesù Cristo!
Gesù ti dice:«Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10)
Ci dice ancora «Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo» (Gv. 10,17-18). Gesù è la via, la verità e la vita!  
Se guardi a Lui innalzato sulla croce sarai attirato da quell'Amore che ha vinto la morte e che, unico, può rompere i muri di separazione che ci dividono. Allora potrai amare il tuo nemico: tua moglie con le sue nevrosi, tuo marito che pensa solo a se stesso, il tuo collega che ti sfrutta, tuo figlio che si droga ... sarà possibile amare pienamente, sarà possibile entrare nella festa  perché «Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.» (Gv. 1,16)!

Dice San Giovanni "Dio è Amore!" (1Gv. 4,8) A "Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato" (Gv. 1,18).
Gesù, sulla croce ti rende presente l'amore alla follia che Dio Padre nutre per te.  Sei prezioso ai suoi occhi, vuole donarti la sua Vita divina perché tu possa "dare la vita" a tua volta agli altri e sperimentare la felicità, quella vera, quella che non conosce tramonto pur passando e stando nella croce dei fatti che non accetti della tua vita. 

Qualcuno ha fatto scrivere sugli autobus "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona e che non ne hai bisogno." Gli effetti malevoli di questa pseudo-cultura, se non ti hanno cloroformizzato, li vedi con i tuoi occhi! 
La vera buona notizia invece è proprio il contrario: che per essere felice, per vivere una vita buona non hai bisogno di essere Dio ma semplicemente figlio nel Figlio di Dio! Che pace traversare il mare in tempesta della tua vita sperimentando che non sei solo. Che puoi salire su una barca che è la Chiesa, corpo vivo di Cristo! C'è Speranza per tutti!