La Solennità della Santa Trinità ci aiuta a prendere coscienza di quanto profonda sia la crisi della società e della Civiltà Occidentale.
E' sotto gli occhi di tutti che questa è una civiltà che manifesta sempre più i segni di una dissoluzione sociale ed individuale. La "solitudine" appare sempre come la condizione costitutiva degli individui. Una solitudine che neanche le nuove frontiere della comunicazione digitale riescono a rompere. Anzi certo uso di tali strumenti mass mediatici in realtà ha posto le basi della dissoluzione della democrazia stessa quale forma associativa degli uomini. In questo senso Grillo segna il passaggio non ad una democrazia digitale ma ad una democrazia virtuale. Violenza alle donne, rifiuto della natalità e più in generale della vita tout court (aborto, eutanasia, eugenetica, infanticidio), negazione della dimensione biologica della persona come fattore costitutivo della propria identità, negazione della famiglia, negazione di alcune deviazioni psichiche (es. pedofilia. omosessualità) sono l'ultima frontiera di una dissoluzione antropologica dell'uomo occidentale che nella resurrezione di Cristo aveva riconosciuto come costitutivo del sé la relazione, la comunione con l'Altro e con gli altri. In buona sostanza si assiste all'ultima frontiera della dissoluzione dell'identità cristiana dell'occidente. Quella che Papa Benedetto XVI nel suo discorso alla curia del 21/12/2012 pone come questione esiziale: la questione della capacità dell’uomo di legarsi oppure della sua mancanza di legami. Quello che per San Paolo è la più grande disgrazia che possa capitare ad ogni uomo, il vivere per se stesso, oggi la nostra civiltà la spacciata come la perfetta realizzazione di sé, la frontiera ultima della felicità. Ma gli effetti pratici sono devastanti .... e li leggiamo quotidianamente o li "gustiamo" visivamente e quasi on line in internet o in TV. La situazione di oggi fa del cristianesimo, di Gesù stesso, quello che il Cardinale Schönborn definisce in un suo breve scritto come una "feconda estraneità". Gesù corpo estraneo eppure radice di una speranza di rinascita per l'Europa e per tutta l'umanità.Il saggio di Angela Pellicciari su Lutero("Martin Lutero", editrice Cantagalli,2013, pp. 174) mette ben in evidenza come sia proprio la deriva luterana alla base della dissoluzione del cristianesimo dall'Europa. La più grande mistificazione di Lutero è proprio il principio della cosiddetta "Sola Scriptura". Su questo sono estremamente illuminanti le riflessioni di Benedetto XVI nella sua enciclica Spe Salvi: «Come ha potuto svilupparsi l'idea che il messaggio di Gesù sia strettamente individualistico e miri solo al singolo? Come si è arrivati a interpretare la «salvezza dell'anima» come fuga davanti alla responsabilità per l'insieme, e a considerare di conseguenza il programma del cristianesimo come ricerca egoistica della salvezza che si rifiuta al servizio degli altri?» (capo 16).
La sola scriptura infatti getta le basi della dissoluzione del corpo che è la Chiesa e poi ed insieme della stessa idea di una possibile incarnazione storica dell'universale (l'impero cristiano): Comuni, stati nazionali, parcellizzazione/dissoluzione dello stesso stato nazionale nella realtà post industriale odierna(es. federalismo su base pseudo etnica ma in realtà spesso sulla base del mantenimento del proprio benessere spesso conquistato sfruttando ciò da cui oggi ci si vuole separare), dissoluzione dell'io biologico e relazionale nella vacuità solipsista del "gender", sono gli esiti ultimi di una riflessione dell'Occidente sul Cristo e sul cristianesimo senza più Corpo (Chiesa), ormai "spiritualizzato" (Kant, Hegel), prima ridotto nelle sue tragiche derive totalitarie (Nietzeshe, Shopenauer, Marx, Lenin) ed infine concentrato sull'individuo non più definito dai suoi bisogni, ma identificato progressivamente nelle sue pulsioni (Freud, Jung), poi dai suoi desideri auto-fondanti e cosificanti l'altro da sé (ad es. Sartre).
Molti potrebbero essere i filoni di lettura e di interpretazione della vacuità e della dissoluzione del presente ai vari livelli: politico, sociale, individuale. Ma a mio avviso è proprio la dimenticanza pratica e filosofica della natura intima del Dio rivelato da Gesù Cristo che sta alla base dell'odierna crisi di civiltà. La stessa Sinistra, con la sua deriva ecologista ed al contempo individualistica (le battaglie contro la famiglia tradizionale, i cosiddetti diritti all'aborto, all'eutanasia, al genere sessuale, al figlio ad ogni costo) mostra tutto il limite del suo "solidarismo" perché incapace di cogliere la dimensione costitutiva dell'essere dell'uomo che è la comunione.
Interessante in questa direzione è la lettura del libro di Gisbert Greshake, La fede nel Dio trinitario, una chiave per comprendere. (ed. Queriniana) che consiglio caldamente.
L'autore evidenzia come costitutiva della Santa Trinità la pericoresi. Il termine pericoresi (dal greco περιχώρησις, pericóresis, "penetrazione", derivato di περιχωρέω, pericoréo, "ruotare", "movimento circolare") è specifico della Teologia Trinitaria, ed indica la compenetrazione reciproca e necessaria delle Tre Persone divine nella Trinità, sulla base dell'unità di essenza in Dio. Le tre ipostasi del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo "si muovono l'una nell'altra", ossia si appartengono a vicenda.(http://it.cathopedia.org/wiki/Pericoresi)
Optare per un Dio di cui si esalta l'unicità a scapito della Comune-unione (una natura, che è Amore, in tre Persone) fa la differenza e sta alla base della ricordata domanda di Benedetto XVI alla Curia Romana.
Dice Gesù alla Samaritana: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». (Gv. 4,10 ).
Questa donna non ha nome perché essa è ciascuno di noi. E' a noi che Gesù rivolge questa domanda "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti parla...". Il dono di Dio! Gesù è venuto non a portare pesi agli uomini ma a distribuire doni. Doni che discendono dall'unico dono: lo Spirito Santo, "sorgente che zampilla per la vita eterna" (Gv. 4,14), per la vita, cioè, che non ha più fine e che comincia qui ed ora dato che: "l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato." (Rm. 5,5).
Dice San Serafino di Sarov che tutta la vita cristiana consiste nell'acquisizione dello Spirito Santo! Ed è proprio questa acquisizione che ci fa inscindibilmente prossimi cioè in relazione con gli altri perché: «Se diciamo di essere in comunione con lui [Dio] e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.» (1Gv. 1,6s).
Questa è la grande speranza! Che possa accedere in me ed in tutti questa nuova Pentecoste!
Questa è l'unica grande speranza di rinascita per l'Europa e l'Occidente. Occorre un nuovo Rinascimento, una nuova antropologia, che ponga l'uomo-Dio Gesù Cristo a metro e misura di tutta la creazione. Gesù, Figlio di Dio, è l'unico uomo libero, proprio perché consapevolmente ed esistenzialmente Figlio.