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sabato 26 giugno 2010

Chi cerca se stesso non si troverà ... Il Sé tra adulazione e frustrazione

Il Papa Benedetto XVI domenica 20 giugno nell'omelia dell'Eucaristia in cui sono stati ordinati 14 nuovi presbiteri della Diocesi di Roma ha offerto notevoli spunti di riflessione che vanno al di là della mera caratterizzazione dello spirito che deve animare un presbitero e che coinvolgono ogni cristiano che voglia essere tale.
In particolare mi ha colpito il seguente pensiero:
«Chi vuole soprattutto realizzare una propria ambizione, raggiungere un proprio successo sarà sempre schiavo di se stesso e dell’opinione pubblica. Per essere considerato, dovrà adulare; dovrà dire quello che piace alla gente; dovrà adattarsi al mutare delle mode e delle opinioni e, così, si priverà del rapporto vitale con la verità, riducendosi a condannare domani quel che avrà lodato oggi. Un uomo che imposti così la sua vita, un sacerdote che veda in questi termini il proprio ministero, non ama veramente Dio e gli altri, ma solo se stesso e, paradossalmente, finisce per perdere se stesso. Il sacerdozio - ricordiamolo sempre - si fonda sul coraggio di dire sì ad un’altra volontà, nella consapevolezza, da far crescere ogni giorno, che proprio conformandoci alla volontà di Dio, «immersi» in questa volontà, non solo non sarà cancellata la nostra originalità, ma, al contrario, entreremo sempre di più nella verità del nostro essere e del nostro ministero.».

Si può vivere veramente così? Certamente si! Il segreto, ci ricorda Benedetto XVI, è "rimanere con Gesù".

Il Cristianesimo non è una filosofia, un sapere, è primariamente un'incontro con la Persona viva di Gesù ed un permanere in questa relazione vitale: «Solamente chi ha un rapporto intimo con il Signore viene afferrato da Lui, può portarlo agli altri, può essere inviato. Si tratta di un "rimanere con Lui" che deve accompagnare sempre l’esercizio del ministero sacerdotale; deve esserne la parte centrale, anche e soprattutto nei momenti difficili, quando sembra che le «cose da fare» debbano avere la priorità. Ovunque siamo, qualunque cosa facciamo, dobbiamo sempre "rimanere con Lui"».