sabato 19 dicembre 2009

Auguri di un Santo Natale 2009 ed un Felice Anno Nuovo 2010

«E’ l’amore divino, incarnato in Cristo, la legge fondamentale e universale del creato. Ciò va inteso in senso non poetico, ma reale. Così lo intendeva del resto lo stesso Dante, quando, nel verso sublime che conclude il Paradiso e l’intera Divina Commedia, definisce Dio "l’amor che move il sole e l’altre stelle"
(Paradiso, XXXIII, 145). Questo significa che le stelle, i pianeti, l’universo intero non sono governati da una forza cieca, non obbediscono alle dinamiche della sola materia. Non sono, dunque, gli elementi cosmici che vanno divinizzati, bensì, al contrario, in tutto e al di sopra di tutto vi è una volontà personale, lo Spirito di Dio, che in Cristo si è rivelato come Amore (cfr Enc. Spe salvi, 5). Se è così, allora gli uomini – come scrive san Paolo ai Colossesi – non sono schiavi degli "elementi del cosmo" (cfr Col 2,8), ma sono liberi, capaci cioè di relazionarsi alla libertà creatrice di Dio. Egli è all’origine di tutto e tutto governa non alla maniera di un freddo ed anonimo motore, ma quale Padre, Sposo, Amico, Fratello, quale Logos, "Parola-Ragione" che si è unita alla nostra carne mortale una volta per sempre ed ha condiviso pienamente la nostra condizione, manifestando la sovrabbondante potenza della sua grazia. »
(Benedetto XVI - Omelia S. Messa dell’Epifania 2009)


Questa formidabile Notizia, che ci ricorda Benedetto XVI, accolta sinceramente è stata il motore che ha fatto grande l’Europa perché ha dato a ciascuno uomo la consapevolezza della sua reale dignità: tu vali per te stesso, tu vali l’Amore di un Dio che per te si è fatto uomo e per te è morto perché tu possa ricevere la sua natura divina!
Sulle ceneri di una cultura pagana che non aveva più nulla da esprimere, nel drammatico avanzare della barbarie, l’aver accolto Gesù Cristo ha significato un nuovo inizio colmo di benedizioni per le nostre terre.
Anche oggi, accogliere questo Amore che “move”, ch’è “Logos”, che è senso ultimo e più vero del reale, è la possibilità che ci è gratuitamente offerta di ottenere per noi e per i nostri prossimi un’autentica qualità della vita.
E’ questo l’augurio di ogni bene che sinceramente rivolgo a te ed ai tuoi cari.

Cesare Orsini

domenica 13 dicembre 2009

Ragione e razionalismi

"La coscienza non deve avere mai l'impressione che l'autorità divina costringa la conoscenza naturale ad accettare un non senso , ma deve sentirsi innalzata a un senso concretamente misterioso eppure autentico e superiore." (R. Guardini, Le cose Ultime).
La riflessione di Guardini apre uno squarcio sull'odierna crisi della ragione. E' tempo di pensiero debole, ovvero della debolezza del pensiero, della rinuncia alla ricerca della verità in favore dell'opinione, della "dittatura del relativismo", per dirla con Papa Benedetto XVI.
Questa apertura al "mistero", all'oltre, fa della ragione umana qualcosa di veramente grande! Tutta la scienza semplicemente non sarebbe se non ci fosse proprio quell'andare oltre, quell'indagare a partire non da sé ma dallo stupore di ciò che ci si pone innanzi!
Non a caso un grande scienziato come Antonino Zichichi osserva come la scienza sia nata in ambiente cattolico con Galileo Galilei. Un fenomeno del genere non è osservabile in nessun altra cultura. E la ragione risiede proprio nel fatto che è il cristianesimo ad associare il logos a Dio stesso (cfr. Gv. 1).
Il Cristiano crede in un Dio razionale, capace cioè di creare il mondo e l'uomo secondo precise leggi e che l'uomo, creato a sua immagine e somiglianza, partecipa di questa ragione.
Nell'omelia dell'Epifania 2009 Papa Benedetto XVI affermando che "E' l'amore divino, incarnato in Cristo, la legge fondamentale e universale del creato" continua: "Questo significa che le stelle, i pianeti, l'universo intero non sono governati da una forza cieca, non obbediscono alle dinamiche della sola materia. Non sono, dunque, gli elementi cosmici che vanno divinizzati, bensì, al contrario, in tutto e al di sopra di tutto vi è una volontà personale, lo Spirito di Dio, che in Cristo si è rivelato come Amore (cfr Enc. Spe salvi, 5).". E ancora "Il pensiero cristiano paragona il cosmo ad un "libro" - così diceva anche lo stesso Galileo -, considerandolo come l'opera di un Autore che si esprime mediante la "sinfonia" del creato."
Ricorda ancora lo scienziato Zichichi : "la scienza dice che non siamo figli del caos. Siamo figli di una logica rigorosa che noi studiano, se questa logica non esistesse io sarei disoccupato, non esisterebbero i grandi laboratori scientifici. Se c'è una logica deve esserci un autore di questa logica, ecco perché scienza e fede non sono nemiche. Perché fede vuol dire credere in Colui che ha fatto il mondo. Nel dire questo io non faccio una dichiarazione scientifica, parlo da uomo di fede. Ma lo scienziato che parla di fede non è che va contro la scienza. Se non ci fosse la scienza non avremmo alcuna argomento contro i nostri amici atei per dire: guarda che l'ateismo è un atto di fede nel nulla, non è un atto di ragione. Il fatto che le grandi scoperte scientifiche siano tutte avvenute, tutte, in modo totalmente inaspettato corrobora quanto da Galilei previsto, cioè che Colui che ha fatto il mondo è più intelligente di tutti: filosofi, pensatori, logici, matematici, inclusi noi fisici. Ecco perché dobbiamo verificare sperimentalmente in modo riproducibile quelle cose alle quali ad un certo punto pensiamo di essere arrivato studiando in modo rigoroso la logica di colui che ha fatto il mondo."
Il vero oscurantismo è allora ogni riduzione assolutizzante della ragione in se stessa. Con ciò la Ragione finisce tragicamente nell' "ismo": illuminismo, razionalismo, fascismo, comunismo, gnosticismo (oggi new age), ecc.
La caratteristica di tutti gli "ismi" è la riduzione del reale a ciò che può essere com-preso dalla ragione, trascurando, come abbiamo osservato più sopra che non è la ragione a porre il reale. Tutto l'odierno pensiero occidentale è infatti permeato dal presupposto opposto: tutto il reale è razionale e tutto ciò che non è razionale semplicemente non è reale per dirla con Hegel.
Ecco perché Hegel, e con lui gran parte del pensiero che da lui discende sia esso di destra che di sinistra, può ancora essere considerato un erede dello gnosticismo: La riduzione del mistero della redenzione e della storia di Gesù di Nazaret ad evento eterno, a movimento eterno della verità. (cfr. Gaetano Lettieri,). Paradossalmente però, oggi è proprio chi si erge a grande difensore della "Ragione" che la nega ad ogni pie sospinto. Gli attacchi alla dignità della persona umana dal concepimento fino alla sua morte (manipolazione genetica,aborto, eutanasia), lo stesso tentativo di negare la differenza biologia tra sessi introducendo il concetto di orientamento sessuale dimostra come la troppa "scienza" possa dare di volta al cervello!

martedì 8 dicembre 2009

Il male

"Il male non viene dalla fonte dell'essere stesso, non è ugualmente originario. Il male viene da una libertà creata, da una libertà abusata." (Benedetto XVI - UDIENZA GENERALE Aula Paolo VI Mercoledì, 3 dicembre 2008)

lunedì 7 dicembre 2009

Una sana laicità

BENEDETTO XVI ai Vescovi delle regioni Sud 3 e Sud 4 della Conferenza Episcopale del Brasile
“una sana laicità della scuola non implica la negazione della trascendenza, e neppure una mera neutralità dinanzi a quei requisiti e valori morali che si trovano alla base di un'autentica formazione della persona, includendo l'educazione religiosa”.

venerdì 4 dicembre 2009

Avvento 2009

La liturgia della prima parte dell’Avvento, fino al 16 dicembre, ci inviata a guardare al Signore che viene, all’escaton, al telos, al compimento della storia e dell’universo, al pleroma.
Avvento non è però solo una parola che indica il venire dell’Evento per eccellenza ma anche suggerisce un atteggiamento verso il reale. Se uno è interessato all’Evento l’attende. L’attesa o meglio il verbo attendere già suggerisce qualcosa di sorprendente. Attendere è prendersi cura (attendere a qualcuno). Ci aiuta in questo il gergo militare dove l’attendere si qualifica in una funzione: l’attendente, cioè un militare di truppa assegnato al servizio personale di un ufficiale. Attendere è dunque porsi concretamente al servizio di qualcuno. Il Cristiano allora non è un uomo distratto e astratto dalla realtà. Il suo guardare il cielo non lo fa inciampare in terra, non lo disimpegna. Al contrario il suo attendere fa di lui un “attendente”, uno che si prende cura della realtà in cui vive. Uno che riconosce la realtà come unico luogo in cui il suo Signore lo interpella e dove il suo Signore può essere incontrato. Il Cristiano vive il presente, vive nel presente. Il presente poi non è solo il tempo, il momento attuale, ma anche ciò che si offre in segno di affetto o di stima. Il presente è già un dono del Signore, è grazia, è Parola cui “attendere”. Chi vive così è già nell’eschaton, le sue azioni sono pienamente significative, sta agendo per il Cielo.
Dice un profeta del nostro tempo “Quando una suorina, carina, giovane, sta in un ospizio curando i vecchi, a cui cala la bava, otto ore al giorno, come fanno le suore di S. Teresa di Calcutta, sta facendo un atto escatologico. Chi glielo fa fare? Non vanno al cinema, non hanno televisione, stanno tutto il giorno a curare i poveracci, stanno perdendo la vita, la gioventù, tutto. Insieme alla sporcizia, alla rovina della natura, vedendo quest’uomo che muore oggi, questa vecchia che muore domani, quell’altro che non si può muovere, che non è capace di camminare. Ecco, questa suora fa una vita escatologica.
Il Cristiano è l’unico che ama veramente e pienamente tutta la realtà, anche quella che gli altri sfuggono alienandosi o negano rimuovendola e/o sopprimendola (eutanasia, aborto, malattia, sofferenza, morte). Astratto dal reale e distratto dalla realtà è proprio l’uomo che ha espulso Cristo dalla sua vita.
L’aver soggettivizzato la realtà (la soggettività è la realtà; la cosiddetta dittatura del relativismo) è la fonte di ogni violenza fisica e morale che la cultura e la società del nostro tempo tristemente ma necessariamente registrano. Perché la soggettività è una posizione riduzionista del reale. Per la soggettività la realtà è solo ciò che può essere da essa com-presa, cioè presa dentro, ovvero ridotta a sé. Già questo ci porta lontano, ci fa comprendere come qui sia la radice marcia che trasforma in diritti i desideri ed i vizi. Una cultura incapace di cogliere la realtà, l’altro da sé, la diversità è paradossalmente proprio quella che fa dell’amore lesbo, trans, e gay l’ultima frontiera della libertà intesa come liberazione da ogni convenzione oppressiva. Ma amare l’identico non è che amare il sé fasullo, in quanto infondato, che si pretende di essere.
L’illusione che Satana fece accogliere ad Eva, quella cioè di un “puro cominciamento” di sé, questo essere senza Dio è la fallanza del mondo moderno, cioè l’evento nel quale il sistema tecnologico-calcolante contemporaneo non è in grado di assolvere alle funzioni per cui è stato progettato. Ogni uomo ha diritto alla felicità, ha proclamato solennemente l’illuminismo, ma quanti uomini e donne soli in terra d’occidente! Quanto desiderio spasmodico di vita, di super-bios, appagato solo con cocaina, eroina, alcool, sesso meglio se estremo e trasgressivo. Più si cerca di “essere” più si è rigettati nel non-essere, nel non-senso.
Non-essere più persona, in primis. Perché persona significa essere qualcuno per qualche altro che ti dà un ruolo e una missione. Questo solo ti fa un “attendente”. Proprio quello che agli occhi di Nietzsche fa del cristiano un anti-uomo, perché posto al servizio di qualcun altro (essere liberi è rompere le Tavole della Legge), proprio questo attendere rende il tuo presente pieno di significato. Se l’uomo, come dice Hölderlin è “un segno che nulla indica”, è perché nulla più attende.
Tutto questo però sarebbero ancora parole, belle parole, se la Parola non avesse preso carne! Ecco perché dopo il 16 dicembre la Chiesa ci invita a guardare alla prima venuta di Gesù il Cristo, al pleroma così come ce lo indica San Paolo: “E' in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi avete in lui parte alla sua pienezza, di lui cioè che è il capo di ogni Principato e di ogni Potestà.” (Col. 2,9s).
Non a caso San Leone Magno Papa nel suo 1° Discorso sul Natale ci esorta: “Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricòrdati chi è il tuo Capo e di quale Corpo sei membro. Ricòrdati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo
Vivere l’Avvento è allora una “grazia”, per ri-cominciare a prendere sul serio il proprio presente guardando al Cielo!