sabato 16 novembre 2013

Il marciume che c'è ...

«Il marciume che c'è negli altri c'è anche in noi, continuavo a predicare; non vedo nessun'altra soluzione, veramente non ne vedo nessun altra, che quella di raccoglierci in noi stessi e di strappare via il nostro marciume. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi. E' l'unica soluzione di questa guerra (seconda guerra mondiale): dobbiamo cercare in noi stessi, non altrove.» (Etty Hillesum, dal campo di concentramento di Auschwitz in cui è morta nel novembre 1943). Questa luminosa testimonianza che ho trovato nella rete mi ha folgorato.

Ho cercato qualche notizia su Etty che per me era una persona assolutamente sconosciuta.
La curiosità mi è nata leggendo un pezzo, davvero commovente, di Marina Corradi sulla rivista Tempi.

Ma come possiamo strappare da noi il nostro marciume? Questa è un'opera impossibile per ogni uomo. Etty ad un certo punto della sua vita ha incontrato Dio, il Dio vivo, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. In sant'Agostino ha conosciuto che Dio è Amore, non un amore qualsiasi, ma un amore gratuito al peccatore!
Dio si è fatto carico della nostra malvagità in Gesù Cristo messo morte per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione. È Dio che mi giustifica! Fondati su questo amore possiamo lasciare a Dio la cura del nostro marciume. Etty è stata riempita di questa speranza e per questo ha potuto essere luce per le persone intorno a lei.

Nessun commento:

Posta un commento