mercoledì 31 marzo 2010

Santa Pasqua 2010


Cristo è risorto! E’ veramente risorto!

Come afferma Papa Benedetto XVI, “In fondo vogliamo una sola cosa – « la vita beata », la vita che è semplicemente vita, semplicemente «felicità ».” (Spe Salvi, 11).

Tutti siamo alla ricerca della felicità e vorremmo che questa ci fosse assicurata per sempre attraverso lo splendido “giocattolo” della correlazione di scienza e tecnica, tipico dell’epoca moderna, capace di garantire strutture giuste e qualità della vita sempre più elevate.

In verità però “… il benessere morale del mondo non può mai essere garantito semplicemente mediante strutture, per quanto valide esse siano. Tali strutture sono non solo importanti, ma necessarie; esse tuttavia non possono e non devono mettere fuori gioco la libertà dell'uomo. (…) Chi promette il mondo migliore che durerebbe irrevocabilmente per sempre, fa una promessa falsa; egli ignora la libertà umana. (…) Se ci fossero strutture che fissassero in modo irrevocabile una determinata – buona – condizione del mondo, sarebbe negata la libertà dell'uomo, e per questo motivo non sarebbero, in definitiva, per nulla strutture buone. (…)” (Spe Salvi, 24)

Un po’ tutti se ci guardiamo dentro siamo stati imboniti con queste false promesse. Le ideologie di destra o di sinistra che siano, lo stesso liberismo consumista ed edonista ci hanno riempito il cuore di queste false aspettative. Ed è per questo che quando ci accade di rientrare un po’ in noi stessi, se siamo onesti, scopriamo che la nostra “solitudine” non è stata colmata.

Per questo è importante la Pasqua questo possibilità unica che ci offre Gesù Cristo di fare un esodo da tutto ciò che ci lascia nella nostre solitudine, nel nostro vuoto, alla libertà ed alla vita vera, la vita beata!

E’ vero che chi non conosce Dio, pur potendo avere molteplici speranze, in fondo è senza speranza, senza la grande speranza che sorregge tutta la vita (cfr Ef 2,12). La vera, grande speranza dell'uomo, che resiste nonostante tutte le delusioni, può essere solo Dio – il Dio che ci ha amati e ci ama tuttora « sino alla fine », « fino al pieno compimento » (cfr Gv 13,1 e 19, 30). Chi viene toccato dall'amore comincia a intuire che cosa propriamente sarebbe « vita ». Comincia a intuire che cosa vuole dire la parola di speranza che abbiamo incontrato nel rito del Battesimo: dalla fede aspetto la « vita eterna » – la vita vera che, interamente e senza minacce, in tutta la sua pienezza è semplicemente vita. Gesù che di sé ha detto di essere venuto perché noi abbiamo la vita e l'abbiamo in pienezza, in abbondanza (cfr Gv 10,10), ci ha anche spiegato che cosa significhi « vita »: « Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo » (Gv 17,3). La vita nel senso vero non la si ha in sé da soli e neppure solo da sé: essa è una relazione. E la vita nella sua totalità è relazione con Colui che è la sorgente della vita. Se siamo in relazione con Colui che non muore, che è la Vita stessa e lo stesso Amore, allora siamo nella vita. Allora « viviamo».“ (Spe Salvi, 27).

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